Il Kombucha è Qualcosa Di Nuovo?

© di Günther W. Frank

Traduzione a cura di Marco Malacart, malacartvivi@hotmail.com, S. Teresa, a small village on the mountains near Vitoria in the Espirito Santo state, Brazil.

IL KOMBUCHA È QUALCOSA DI NUOVO?

Il Kombucha non è una novità ma un rimedio popolare che si tramanda da molte generazioni, ed è usato da molti popoli, specialmente in estremo oriente.

Ho incontrato molte persone nella Prússia orientale, nei paesi Baltici, nella Slesia e nella Sassonia che si ricordano come, nella loro infanzia, la nonna teneva in un angolo caldo della casa un "fungo" che galleggiava nel tè zuccherato. Con le sue amorevoli cure questa bevanda era preparata per tutta la famiglia; un rimedio popolare che ha resistito nel tempo senza perdere la sua popolarità ed efficacia.

Si presume che le origini di questo fungo siano reperibili in Giappone o in Cina, per questo alcuni nomi popolari sono "fungo cinese", "fungus japonicum" etc. Già nel "tempo leggendario" (Ming Wong) nell'antica Cina, si raccomandavano le fermentazioni di cereali e verdure come alimenti fortificanti. Gli scopritori di queste ricette si presume siano stati i sovrani Yi Ti e Tu K'ang – nel 2000 avanti Cristo. I Cinesi avevano riconosciuto che le materie fermentate potevano acquisire più valore nutritivo che quelle fresche. (Böhmig, 1983)

La storia della medicina riporta che – nel II° secolo AC – nel regno cinese della Dinastia Tsin, si lavorò intensamente alla ricerca delle proprietà di questo fungo. Il Re Yin Tschen (259-210 a.C.) creò nel 211 a.C. uno stato centrale da diversi stati indipendenti, proclamandosi re e fondatore della Dinastia Tsin (Tsin Sche Huang-ti). Nel suo palazzo tutto girava intorno alla ricerca dell'elisir della longevità. Il re Sche Huang-ti usò tutta la sua energia alla ricerca di questo elisir per raggiungere la longevità e mantenere la salute anche in età avanzata. Alla sua corte lavoravano molti eruditi che attribuivano alle crittogame (funghi, felci e muschi) particolari proprietà. Principalmente i funghi erano riconosciuti come mezzo per allungare la vita. Il più famoso è il Ganoderma japonicus (Fr. Lloyd) o "divino tsche", che è impiegato ancora oggi nella Cina meridionale come rimedio per la gastrite cronica (Sournia, 1980).

LA MARCIA TRIONFALE DEL KOMBUCHA

Dalla Cina o dal Giappone, l'uso del fungo del tè si estese all'Asia centrale e, con base nella predilezione del popolo russo per le bibite fermentate, si sparse in tutta la Russia. Da qui entrò in Europa attraverso la Germania orientale. Nel 1913 fu pubblicata la prima ricerca scientifica in tedesco del Prof. G. Lindau che descrive in maniera generica una coltura ottenuta da un certo Dr Gisevinus e proveniente da Mitau in Kurland. Secondo il Dr Gisevinus la coltura era arrivata da poco Mitau per mezzo di marinai ed era utilizzata per curare tutte le possibili malattie. Il Prof. G. Lindau diede a questa simbiosi il nome scientifico di Medusomyces Gisevii in omaggio al Dr Gisevius.

Dalla Polonia giungono notizie del periodo della prima guerra mondiale. Waldek racconta nel 1927 di um farmacista polacco che preparò um lassativo blando ma efficacissimo con l'aiuto di um segreto russo, un rimedio casalingo chiamato "fungo miracoloso", "fungo del Volga o "fungo Teekwass".

Negli anni che seguirono la prima guerra mondiale si sparse per il mondo occidentale l'uso del "fungo del tè", probabilmente grazie ai profughi e ai prigionieri di guerra russi e tedeschi che diffusero la coltura.

A metá degli anni 20 l'uso del "fungo del tè" si era già disseminato per tutta la germania come rimedio casalingo. Il Dr Harms (1927) menzionava che dovuto alla sua grande diffusione in germania il fungo era "un oggetto ricercato in molti circoli, donato con piacere e molto desiderato". Tra le due guerre il fungo era anche reperibile nelle farmacie tedesche con il nome di "Mo-Gu" o "Fungojapon"

PER MOLTO TEMPO CI SI DIMENTICÒ DEL KOMBUCHA

La conoscenza del Kombucha si perse nel periodo della IIª guerra, forse per la cronica mancanza delle materie prime necessarie alla sua fabbricazione, il té e lo zucchero. D'altro canto la marcia inarrestabile delle terapie chimiche lasciò i rimedi popolari nelle retroguardie. Per molti anni si festeggiò il successo dell'arte di curare, chimica e orientata sulle preparazioni sintetiche, la cosiddetta medicina scolastica. Sempre di più però si evidenziavano gli svantaggi di tale orientamento. Gli effetti collaterali riportati sulle avvertenze di tali medicamenti mostrarono chiaramente i pericoli che possono rappresentare per l'organismo.

In maniera crescente l'euforia e la credibilità della scienza medica cede spazio allo scetticismo e alla disillusione. Sempre più persone ritornano ai rimedi naturali e ai comprovati metodi dell'esperienza popolare. Sempre più persone temono la medicina in pillole e pomate e la conoscenza popolare incontra sempre maggior adesione, come lo dimostrano le sale d'aspetto dei medici naturopati sempre più affollate. Il "ritorno alla natura" è la continuazione della tradizione della conoscenza popolare. Sono così usati metodi inoffensivi che non sono soggetti a mode scientifiche. Questo non significa che la medicina scientifica non abbia portato a pregevoli realizzazioni. I suoi successi sono innegabili e da ammirare. Non si tratta però di "questa o quella" ma di un'unione delle due pratiche, che si completano mutuamente pur partendo da diversi punti di vista.

Nonostante l'azione curativa del metodo di cura naturale sia stata trasmessa da esperienze pratiche secolari, se questa azione non è riconducibile a severi metodi scientifici, manca di un importante elemento: la prova scientifica. Nella nostra società non è sufficiente che la verità sia evidente, deve essere anche scientificamente comprovata.

Il medico Dieter A. Oesch scrive: "Queste esperienze di generazioni sono di gran lunga superiori ai grandi studi scientifici, non necessitando di raggiungere risultati ad ogni costo per soddisfare gli interessi delle imprese commerciali. (...) Quello che alcuni anni fa era considerato una "sparata" adesso è molto ricercato; questo molti medici già lo hanno capito.

Il ritorno ai metodi naturali guadagna sempre più interesse. Uno di questi antichi rimedi, che è allo stesso tempo un genere alimentare (un mezzo di sopravvivienza), è la bevanda fermentata ottenuta dal "fungo" del Kombucha. Nella carovana del ritorno alla forza della natura, fermenta in sempre più numerose case, la bevanda preparata con questo fungo. Questa bibita, gustosa e biologicamente viva, è impiegata dalla più remota antichità come rimedio casalingo per tutti i possibili malanni, dal semplice malessere alle più gravi malattie. Oggi il Kombucha assume un nuovo significato come difesa, senza effetti collaterali, contro le multiformi e deleterie influenze del nostro ambiente. Questo chiarisce perchè molte persone si interessano a questo antico rimedio e alla sua coltivazione, che si rinnova in forma quasi esplosiva.

Molti medici naturali utilizzano il Kombucha per garantire il benessere. Il Kombucha ha la fama di stabilizzare le difese dell'organismo, necessarie per la manutenzione e la ricostituzione della salute, e di contribuire al benessere. Chi beve il tè regolarmente vede migliorare gli indicatori del suo metabolismo: gli acidi delle urine e i grassi del sangue diminuiscono. Con il miglioramento del metabolismo, anche la digestione funziona meglio, in quanto i succhi epatici sono più fluidi e il fegato svolge meglio la sua funzione.

La D.ssa Veronika Carstens, moglie dell'ex presidente della Germania, scrisse nell'autunno del 1987, una serie di articoli con il titolo I miei metodi contro il Cancro :"Il Kombucha disintossica l'organismo e attiva il metabolismo; per mezzo di ciò migliora la difesa immunologica"

Cover of Guenther's book Fonte:
Kombucha - Healthy Beverage and Natural Remedy from the Far East
By Günther W. Frank
ISBN 3-85068-337-0
Pubblicato da W. Ennsthaler, A-4402 Steyr, 1995
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Photo Günther W. Frank



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Günther W. Frank frank@kombu.de
parlo esclusivamente inglese e tedesco

Traduzione a cura di Marco Malacart, S. Teresa, a small village on the mountains near Vitoria in the Espirito Santo state, Brazil - malacartvivi@hotmail.com

 

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